5 errori da non fare quando cerchi un lavoro
5 errori da non fare

5 errori da non fare quando cerchi un lavoro

Et voilà. Finita la sbronza post festa di laurea e dopo un periodo di meritata vacanza, il quale può essere di una notte ,un mese, un anno, una vita finché morte non vi separi, ti tocca cercare lavoro.

E qui arriva il bello. Chi mi ha insegnato a farlo prima? Mamma e papà? Il servizio di orientamento dell’Università? Ho ricevuto qualche raccomandazione dalla Santa Sede? Se rientri o meno in questi casi è meglio evitare questi cinque errori.

1 | Iniziare senza aver un obiettivo

“L’importante è lavorare”. Verissimo. Ma agli altri non frega nulla. Saper cosa e dove vuoi farlo è la base per iniziare a cercare un lavoro (o costruirti una professione). Candidarti a tutte le offerte in cui trovi una parola affine alla tua ricerca ti porterà solo in una spirale di ansia e delusione dovuta all’attesa di ricevere una risposta…che non arriverà mai.

Secondo un indagine EUROSTAT 2018 (qui trovi l’articolo completo su ANSA) l’Italia ha la maglia nera, fra i Paesi dell’Unione Europea, per i giovani fra i 18 e 24 anni che non studiano ne cercano lavoro ne si formano, i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training).

 Non hai ancora un perché ben definito? Non hai una visione di quella che vuole essere la tua carriera? Qui trovi dei consigli per impostare il tuo obiettivo.

2| Curriculum Vitae e Lettera di Presentazione: oggetti non identificati

E’ lì di fianco al tuo computer, si sente il calore della carta appena stampata, manco fossimo dal panettiere; che sia in carta o in pdf il curriculum è l’ultima cosa a cui devi pensare (personalmente dovrei far parte del Guinness World Records per CV inviati via mail quando ancora ero ingenuo, controllerò). Da oggi smetterai di inviare CV a caso su tutti i portali di ricerca lavoro.

Secondo le ultime indagini il curriculum vitae nel 2018 ha avuto un tempo medio di lettura di 6,2 secondi. Neanche il tempo di sbadigliare. In più molte aziende usano un ATS (Applicant Tracking System) ovvero un software in grado di leggere il tuo CV e la tua lettera di presentazione e cestinarli se questi non sono in linea con l’offerta di lavoro, così da separare i candidati top da quelli mediocri. E chi lo detto che tu sia un mediocre, un robot?!

Per costruirti il tuo friendly CV puoi seguire queste linee guida oppure fartelo fare su misura da un nostro CV Designer.

3 | Non curare la Social Identity

Quella foto lì mentre sei cappottato/a dopo una sbronza o un video che non ti ritrae in umane condizioni non sono punti di forza da cui partire. La storia non si cancella, ma si nasconde.

Prima di candidarti per una posizione lavorativa o iniziare il tuo percorso da professionista, è meglio che tu faccia un check dei tuoi principali profili social:

  • Facebook: Impostazioni – Privacy – Diario e aggiunta di tag
  • LinkedIn: Homepage Profilo – Modifica il Profilo Pubblico e l’URL
  • Instagram: Privacy e sicurezza – Account Privato

In questo modo non solo avrai sotto controllo il tuo profilo per proteggerti da occhi indiscreti, ma almeno non verrai giudicato in base al tuo (quasi innocente) passato. Ah, e occhio ai post: se hai argomentato qualche tema in maniera poco etica e garbata allora forse è meglio che li modifichi o li cancelli, soprattutto se gli unici like che arrivano sono di papà e di tua suocera.

4 | Essere passivo durante la ricerca

 In molti campi la passività non è una cosa positiva (vedi le rendite). Nella ricerca del lavoro, invece, è una maschera che molti indossano. Vuoi far parte di questo Carnevale oppure preferisci differenziarti?

In Italia, sempre secondo EUROSTAT, l’80% dei giovani cerca lavoro attraverso parenti, amici, conoscenti. In Europa la media scende al 43%. Con questo non vuol dire che se hai una referenza in un’azienda non devi sfruttarla (e il metodo ti spiega come), soprattutto se possiedi le giuste competenze e conoscenze.

Quando ti candidi per un’azienda o tramite una APL (Agenzia Per il Lavoro) hai il dovere di ricontattare questi soggetti per monitorare il processo o l’esito della selezione. Non devi permettere a nessuno di farti perdere tempo ed energia, quando invece potresti investirli nella costruzione di un metodo più efficace.

5 | Non ti prepari al meglio per il colloquio

 “Le faremo sapere”. Il numero di colloqui che riuscirai ad ottenere rappresenta il successo delle tue candidature. Il numero di volte che non vieni richiamato, in proporzione ai colloqui sostenuti, rappresenta il fallimento del tuo approccio. 

 Se non ti prepari al meglio rischi di mandare tutto in fumo. Di un’azienda devi sapere vita, morte e miracoli, e il nostro amico Google ti permette questo. Cerca di arrivarci così:

  1.  Prepara una mini-relazione aziendale sulla storia, sui prodotti e servizi, sulle carenze che puoi colmare e benefici che puoi portare
  2. Non farti scappare frasi come “persona motivata”, “capace di lavorare in team”, ecc…e grazie al ceppo, chi vorrebbe un Demotivated Manager?!
  3.  Contratta, se sei nella posizione per farlo, la retribuzione prima di firmare il contratto. E rifiutala qualora non fosse in linea con le tue aspettative o esigenze.

Questi sono alcuni dei principali consigli che posso darti qualora tu voglia iniziare il tuo percorso di ricerca. Per farlo servono costanza e dedizione, non basta solo leggerli. Nel nostro percorso di consulenza ti insegniamo un metodo pratico e monitorabile, cosicché tu possa essere il/la protagonista indiscusso/a della tua ricerca.

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